Primavera Sound 2014. Una storia d’amore.

IMG_2827A fine maggio è Primavera. A fine maggio, a Barcellona, è anche Sound. Il miglior festival di musica indie si svolge, ormai da 14 anni, nella capitale catalana che, con le braccia aperte, accoglie i migliori artisti del genere (gli storici e quelli più contemporanei) in un evento dalle dimensioni mastodontiche e dalla qualità musicale senza eguali. Neutral Milk Hotel, Nine Inch Nails, Volcano Choir, The National, Arcade Fire, Kendrick Lamar, Caetano Veloso, Dr. John and the Nite Trippers sono solo alcuni dei nomi del fantastico elenco di artisti di quest’anno. La pioggia ha reso tutto ancora più epico e l’evento must dell’anno non ha deluso. Primavera Sound, una storia d’amore.

Proprio così, un amore puro e sincero. Vibrazioni che vanno dal pubblico al palcoscenico e viceversa, un rito di stima nei confronti della musica, una festa da vivere e condividere. Come ogni anno a parte dell’esagerata offerta musicale (costringendoti a volte a prendere decisioni dolorose) abbiamo potuto vedere anche barbe folte, gambe lunghe, persone fin troppo alte venute dal nord, turisti in cerca di festa, timidi melomani silenziosi, veterani del rock, genitori hipster con la rispettiva prole, ubriaconi, coppie festeggiando il proprio amore, gruppi di amici, shorts, ombrelli, k-way, camicie tropicali, occhiali da sole, borse da donna in uomini, giacconi da uomo in donna, rossetti, permanenti e contropermanenti, tatuaggi, sandali e stivali, gente vestita da peluche, palloncini giganti, bandiere, zaini con dentro piante tropicali, sigarette, birre, ridicoli bicchierini di vino rosè, collezionisti di vinili, feticisti del design, hamburger, patatine fritte, wc portatili, vips, attori e registi. Un enorme ventaglio sociologico fin troppo difficile da definire che convive durante 3 giorni nello stesso vasto spazio senza fare troppo rumore (ci pensa la musica) e con una tranquillità e armonia che sorprende.

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Win Butler, Arcade Fire.

Gli eclettici Neutral Milk Hotel danno il via alla mia personalissima cronaca del festival. Il gruppo di Jeff Mangum regala ai fan una deliziosa performance intonando gli inni di una generazione e lasciandosi trasportare in momenti di gradevole sperimentazione. Gli outsiders di Ruston, senza stimoli visuali ne logistiche complicate si lasciano amare dal loro fedele pubblico.
Dallo scenario ATP si passa al Pitchfork dove i CHVRCHES si esaltano ed esaltano il pubblico con il pop elettronico festivo che li ha resi famosi in tutto il mondo. Il trio scozzese offre un live pulito e perfetto come le loro registrazioni condite dall’ottima dosi di energia che i tre integranti trasmettono agli ascoltatori.
Dopo una lunghissima camminata si arriva al SONY dove gli Arcade Fire, in costante trasformazione, offrono l’ennesimo concerto nel Primavera Sound Festival. Da quell’esordio scuro del 2004 con “Funeral” al luminoso e ballerino “Reflektor” del 2013 sono quasi passati 10 anni e i canadesi più acclamati del momento continuano nella sua missione di sorprendere e trascinare enormi quantità di pubblico. Con il loro rock da stadio cantano inni e sputano luce e fuoco. Uno spettacolo che va oltre la musica. Sono ormai degli esperti e anche questa volta non sbagliano un colpo.

Dr. John

Dr. John

Aveva appena finito di piovere quando nel quasi nascosto VICE il cantautore catalano Refree iniziava il suo concerto. Ringraziando il discreto pubblico assistente, Raúl Fernández, interpreta per intero il suo magnifico sesto album di studio “Nova Creu Alta”. Con la sua musica pop-rock, con influenze che vanno dal jazz alla sperimentazione più coraggiosa, il cantante e produttore musicale si lascia andare. Genuino e diretto, il disco vede aumentare la sua energia in questa bella performance dal vivo.
Pochi minuti dopo, nel comodo Ray-Ban (l’unico spazio con gradinate), fa la sua entrata il mitico Dr. John and the Nite Trippers. La fragile immagine della viva leggenda del blues che entra aiutato da due bastoni si trasforma di immediato quando si siede al pianoforte e comincia a suonare. Il settantenne Dr. John ha una voce impossibile e un ritmo prepotente; lo sciamano è accompagnato dalla sua band che regala uno spettacolo memorabile e il boogie-woogie, il rock and roll, il jazz e lo zydeco si tengono per mano in questi riti magici che lo stregone offre ai nostri cuori.
È il momento di dirigersi verso l’altra punta del Parc del Forum, nello scenario Heineken, dove Black Francis e i suoi mitici Pixies stanno per iniziare il loro concerto. Creatori di canzoni leggendarie i Pixies sono dei veri professionisti che lasciano la pelle nel palcoscenico e con la solida raccolta dei loro best of trasmettono energia a palate e un savoir faire invidiabile.
A pochi metri da lì, nel SONY, fanno la loro entrata trionfale gli eleganti factotum dell’indie americano The National. Gli uomini di Matt Berninger sanno come emozionare facendo rock, sanno trasmettere malinconia e allegria, euforia e tristezza. Offrendo soprattutto canzoni dell’ultimo disco “Trouble Will Find Me” (non dimenticandosi dei grandi successi di dischi come “High Violet” o “Boxer”) la band di Brooklyn non fa cilecca, anzi tutto il contrario, e con una forza fuori dal comune travolge gli spettatori con la baritonale voce del front-man e le magnifiche note delle loro canzoni.

Justin Vernon, Volcano Choir

Justin Vernon, Volcano Choir

C’è di nuovo la pioggia nel cielo di Barcellona ma le nuvole grigie non fanno perdere il sorriso a Katy Goodman, in arte La Sera, che, basso elettrico in mano, regala momenti di adorabile garage rock. Con un sorriso stampato sul viso e i capelli biondi al vento l’ex Vivian Girls suona i successi del disco “Sees the Light” e offre, in anteprima, le nuove canzoni dell’ultimo “Hour of the Dawn”. Non contenti di vederla solo nello spazio VICE ce la siamo gustati anche nel più intimo Ray-Ban Unplugged dove il suo carisma ha raggiunto altissime quote, mischiandosi tra gli ascoltatori e lanciando saluti e sorrisi a tutti quanti.

Katy Goodman (La Sera) con la sua fan Isabel.

Katy Goodman (La Sera) con la sua fan Isabel.

Un po’ più in là, nell’enorme SONY, i catalani Mishima si sono regalati un concerto davanti al mare. Appoggiati dal fedele pubblico locale hanno suonato quasi per intero l’ultimo album “L’ànsia que cura” alternando ai grandi hit di “Ordre i Aventura” e “L’amor feliç”. David Carabén era come un bambino con un giocattolo nuovo di zecca: felice e trasparente.
Uno sguardo veloce alle Dum Dum Girls e al mitico Caetano Veloso prima di tornare al SONY e assistere a quello che, personalemente, è stato il miglior concerto del Festival. Volcano Choir, la band che nasce dalla collaborazione di Justin Vernon (Bon Iver) e i Collections of Colonies of Bees, si cimenta in uno spettacolare concerto dal profumo di leggenda. Con una scenografia curata al dettaglio la musica sperimentale del gruppo del Wisconsin raggiunge altissimi livelli di qualità artistica ed emotiva. Una cascata di suoni che arriva diretta al cuore e che blocca gli ascoltatori nel proprio posto, quasi ipnotizzati da tale forza. Justin Vernon, sigaretta in mano, trasmette come pochi le proprie emozioni e quelle delle canzoni, dà forma fisica alle note e le offre in dono ai fortunati spettatori.
Cambiando totalmente di registro si passa dall’ipnosi sentimentale dei Volcano Choir all’orgia di allegria che offre il rapper Kendrick Lamar. L’Heineken diventa per l’occasione una marea di braccia in movimento sotto l’attenta direzione del chiamato erede di Tupac. Trascinatore di masse per natura il cantante regala ai fan tutti i grandi hit del fantastico album “Good Kid, M.A.A.D. City” e dimostra che il rap, quando è fatto bene, può riservarsi un posto tra i più grandi generi musicali.
Si torna all’ATP dove i Mogwai (con bandiera indipendentista catalana sul palcoscenico) stanno per iniziare il proprio show. Gli scozzesi, tra i massimi esponenti mondiali del post-rock, regalano un potentissimo concerto capace di spettinare con la forza del suono e rimuovere le viscere con la vibrazione di un solo colpo di basso. L’ottavo disco “Rave Tapes” è l’ennesima dimostrazione della maestria del gruppo che non perde mai la propria essenza, superandosi in ogni nuovo lavoro.

Kendrick Lamar

Kendrick Lamar

Un festival ricco in stili e generi musicali dove la qualità brilla sotto un cielo fin troppo grigio. L’anno prossimo Primavera Sound compirà 15 anni e qui, in casa Bici stiamo già aspettando notizie. È appena finita questa edizione, è arrivato il momento di riposare un pochino, ma, nonostante questo, siamo già in ansia per conoscere chi saranno gli invitati del quindicesimo compleanno del festival più bello del mondo.

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