Snowpiercer. La scelta giusta non esiste.

PORTADA_SNOWAvete un biglietto per la fine del mondo? In un futuro per niente lontano il mondo diventerà una sfera di ghiaccio e un treno percorrerà incessantemente l’intera superficie ghiacciata con i pochi sopravvissuti. O almeno è questa la storia che il fumetto francese “Transperceneige” e ora il suo adattamento cinematografico “Snowpiercer” ci vogliono raccontare.
Apocalisse, neve, istinti umani, misteriosi benefattori e un treno senza freni. Se non avete ancora il biglietto, a che cosa aspettate?

Bong Joon-Ho, regista coreano dalla fortissima personalità estetica (rivisitare “The Host” o “Memories of Murder” è sempre una delizia), si imbarca per la prima volta in una coproduzione dove partecipano paesi come USA, Corea del Sud, Repubblica Ceca e Francia. Pur uscendo, così, dal suo guscio creativo, il regista non perde mai la sua essenza ed è capace di fondere, in una sola, le mentalità cinematografiche americane, europee e asiatiche. Proprio come nella storia che ci racconta, dove il treno non è altro che un’arca di Noè senza meta, una torre di Babele in continuo movimento.
Aiutato dalla potente musica del grande Marco Beltrami e dalla claustrofobica fotografia di Kyung-Pyo Hong il film è una meraviglia estetica che incanta come pochi altri film di fantascienza.

Un efficiente Chris Evans (sì, il Capitan America dei film Marvel) è Curtis, uno dei leader della rivoluzione dei viaggiatori di terza classe che, stanchi di vivere come animali, proveranno ad arrivare fino al primo vagone per richiedere uguaglianza. Esatto, il treno non è altro che una fantastica metafora della società odierna e dello status quo mondiale. Pur essendosi salvati dall’apocalisse gli esseri umani ritornano a cadere negli errori di sempre o nelle uniche soluzioni di convivenza possibili. Ci porta a riflettere sul tema e a scoprire, di nuovo, quanto sia difficile sapere cosa è giusto e cosa no, cosa è moralmente accettabile e cosa no. Senza mai cadere nell’ovvietà il film è capace di sorprendere con ogni scena, con ogni vagone. Da spettacolari scene di azioni (come dimenticare la fantastica quanto crudele scena del tunnel) a momenti di dialogo inquietanti, da scene di commedia nera ad attimi di alta drammaticità.
Un blockbuster che fugge dalla pirotecnica degli effetti speciali e si concentra nell’importanza dei personaggi e nella coerenza dei loro atti. Non è un film perfetto e i piccoli errori di sceneggiatura esistono, nonostante questo il risultato finale è di altissimo livello.
Attori come il veterano John Hurt, un’irriconoscibile Tilda Swinton e Jamie Bell completano il magistrale cast di attori.

In definitiva, un film che sorprende perché non cade mai nello scontato ed è capace di ribaltare i pensieri dei propri personaggi e di conseguenza le convinzioni dello spettatore. Cadere nel primitivo dell’essere umano, scavare nel profondo degli istinti e trarre le conclusioni che ognuno creda convenienti.
Prendetelo questo biglietto, la fine del mondo è vicina.

Voto Churitza: 8/10
Voto Isabel: 6.5/10
Voto Helena: 9.5/10
Voto Salvatore: 7.5/10
Voto Conrad: 8/10

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Una risposta a Snowpiercer. La scelta giusta non esiste.

  1. mortozombie ha detto:

    bel film!!! storia interessante. l’estetica diventa protagonista.
    voto:8,5/10

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