The Nao Of Brown. La bellezza non basta.

NaoÉ difficile, difficilissimo lottare contro la propria testa. È un lavoro continuo che stanca e dispera. Affrontare gli scherzi della mente risulta veramente complicato e molte volte, anche troppe, chi ha la meglio non è altro che la pazzia. “The Nao Of Brown” ci porta a riflettere su questo tema, a capirne la disperazione che può provocare e come, anche le cose più banali, possono risultare montagne enormi da scalare. Attraverso la storia di Nao Brown, ragazza per metà inglese e per metà giapponese e tormentata da pensieri ossessivo-compulsivi , Glyn Dillon analizza tutto questo e tanto altro.

In un’edizione a dir poco sontuosa, cartonata, con sovraccoperta, con i bordi delle pagine in rosso e con una carta spessa e rigida il libro per sé è un’autentica meraviglia. Un oggetto da collezione che non può mancare tra gli scaffali dei buongustai dell’edizione letteraria.
Glyn Dillon, fratello piccolo del celebre Steve Dillon (Preacher, Hellblazer, Punisher…), si scopre un magnifico artista. I disegni sono realisti e curati, con linee chiare e pulite. L’uso dell’acquarello e della matita aiutano a creare l’impressione di stare leggendo qualcosa di soffice, di delicato. Di effimero.

Quindi, se da una parte sia l’edizione che il disegno siano degni di tutti gli elogi, la sceneggiatura e la storia principale faticano un po’ troppo. La storia che ci spiega (che si intercala con una storia secondaria che a tratti ricorda Moebius e a tratti Miyazaki) è l’evoluzione vitale di Nao, che, trovato l’uomo della sua vita e attraverso il buddismo e l’arte, riuscirà (o no) a superare e a saper domare i suoi pensieri. Risulta complicato creare empatia con la protagonista e i personaggi secondari, anche se simpatici e carismatici non aiutano in tutto questo. Un frammento di vita della protagonista che cambierà per sempre la sua vita ma che, sicuramente, non farà lo stesso con la mia. Forse il “problema” è la protagonista, interessa ben poco quale sarà il suo destino e il suo destino, in fondo in fondo, non è degno di tale bellezza artistica.

Un fumetto a volte troppo “arty” e di conseguenza troppo freddo e vuoto per la storia che vuole trasmettere. Una delizia estetica che non raggiunge il livello di capolavoro ma che comunque è un’interessante approccio a un mondo difficile e poco conosciuto.

Voto Churitza: 6/10
Voto Clara: 7/10

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