La Vie d’Adèle. La favolosa storia d’amore di ognuno di noi.

Blue_Is_The_Warmest_Color_40022Arrivo tardi, come molte altre volte. Si sono scritti fiumi di parole sull’ultimo film di Abdellatif Kechiche, la maggior parte di cose sono state positive, direi che molto positive. Arrivo tardi ma finalmente ho avuto l’opportunità di vederlo e, con un fenomeno del genere, non potevo fare a meno di scrivere quattro righe su questo affascinante e coinvolgente film.

Adèle è un’adolescente dolce e timida, ama leggere e scrivere sul suo diario. Corre per non perdere l’autobus, conosce ragazzi e fa le sue prime esperienze sessuali, insomma, un’adolescente qualsiasi pronta ad entrare nel mondo degli adulti. Un giorno, per strada, si incrocia con un’enigmatica ragazza dai capelli blu, Emma. Questo incontro cambierà, per sempre, il corso della sua vita.
Così, attraverso il bellissimo uso dell’ellisse temporale, il regista ci porta a conoscere la vita di Adèle, di come, pian piano, diventa una donna adulta. Il percorso è simile a quello di qualsiasi altra persona e, forse, qui risiede il segreto del film. Diventa facilissimo per lo spettatore riconoscersi nei gesti e nelle decisioni della bella Adèle.
Non importa che sia una donna, non importa che l’amore più grande lo provi per un’altra donna, non importa che sia francese, non importa che sia maestra, non importa tutto questo.
Quello che importa è che la storia d’amore, la storia di crescita personale e quella dell’esplorazione sessuale sia simile a tanta e tanta gente.
Lei si innamora follemente di una ragazza dai capelli blu e magari, tu, di una ragazza dai lunghi capelli castani. Non importa; quello che ci fa stare attenti durante quasi 3 ore è il riconoscersi nei gesti, nelle parole, nei sentimenti e perchè no, negli amplessi dell’amore.

Il lavoro del regista aiuta ad entrare nel mondo della giovane, i primi (primissimi) piani di Kechiche ci portano a conoscere tutti i pori della pelle della protagonista, i suoi denti, le sue macchie. Sentiamo quasi il suo odore e questo, come no, aiuta ad entrare, ancora di più, nel film.
Certo che con tutto l’esagerato hype creatosi dal suo esordio a Cannes di quest’anno scorso uno non può fare altro che provare a trovare i difetti del film, che, come in qualsiasi altra pellicola, esistono.

Tutta questa profondità di cui parlavo poco fa viene in certo modo tradita dal fatto che il regista sembra non voler entrare nei conflitti che durante il film si accendono. Sembra che le amiche della scuola non accettino che Adèle vada in giro con una ragazza omosessuale ma non viene sviluppato oltre; la stessa cosa per i genitori di lei, dei quali si accenna l’arrivo di un conflitto che non entrerà mai in scena. E così via, tutto sembra accennato, tutto tranne la relazione di Adèle con Emma. Sicuramente sia questo il motivo del regista, centrare tutto il suo sforzo nello spremere bene l’unica cosa che importi alla protagonista: la ragazza dai capelli blu.
Una scelta quindi assolutamente legittima e che, a sua volta, non è di mio totale gradimento.
Sottolineare positivamente anche le lunghe e bellissime scene di sesso che, esplicitamente, ci danno l’idea di quanto le due protagoniste della storia siano collegate e in sintonia tra di loro. I sentimenti che provano l’una per l’altra sono il fuoco che accende una passione fenomenale e incontrollata che fa esplodere i loro corpi in vortici infiniti di delizioso piacere.
Il lavoro delle due protagoniste è assolutamente incredibile, Adèle Exarchopoulos e Lea Seydoux interpretano senza un filo di trucco e, se vogliamo, senza pudore, le due innamoratissime ragazze.

In definitiva un film bello e assolutamente imprescindibile per qualsiasi cinefilo. Una nuova nouvella vague del cinema francese (ricordiamo, in questa linea, il bellissimo Un Amour de Jeunesse) che vi intrappolerà attraverso i corpi di Adèle ed Emma, attraverso le loro labbra e le loro gambe, le loro lacrime e i loro sorrisi.

Voto Churitza: 8/10

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