El Peor Dios. Le tenebre, la gioia e la sfortuna.

53739866Un cimitero e il bianco e il nero. Due uomini, una donna e qualche chilo di droga. Rumore, soprattutto, molto rumore; un suono infernale, oscuro e sporco. Il gruppo rock più primitivo, provocante e terrorizzante degli anni 80 in Spagna ha finalmente il suo giusto riconoscimento. Il film “El Peor Dios” di Alex Montes, Daniel Arasanz e Nicolás Tarela è stato presentato all’ultimo Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona e, come non poteva essere diversamente, ha riscosso un enorme successo.
E pensare che quel giorno, a quell’ora si giocava “el Clàsico” nella stessa città.

Il documentario ci racconta la storia di tre ragazzi che si conoscono a Vallirana, paesino catalano di villeggiatura, nei primi anni ’80. Pei, Miguel e Tere hanno una marcia in più, parlano sempre di musica (Joy Division, The Cramps, Iggy Pop…) e si divertono insieme.
A modo di divertimento iniziano a suonare: Pei alla batteria, Miguel alla chitarra e la bellissima Tere, il suo corpo mozzafiato serve a provocare e ad agitare, come cantante (o urlatrice, come dir si voglia). Ha così inizio l’avventura che li porterà a vivere nelle propria pelle il famigerato sudore del rock’n’roll, la polvere e il sangue, il dolore del suono e la tortura della strada. Il punk come forma di vita e la provocazione come bandiera.

Daniel Arasanz torna, anche lui, alla polvere del rock, entra di nuovo nella grotta della droga e della perversione. Non ha paura e va fino in fondo, dimostrando, ancora una volta il suo enorme talento come regista e sceneggiatore. Famoso per la sua bellissima e potentissima opera prima “Venid a las cloacas”, dove ci spiegava la storia della Banda Trapera del Rio (icona punk della Barcellona di periferia) e con la quale vinse il premio al miglior documentario nazionale e il premio del pubblico dello stesso Festival nel 2010, ritorna al suo mondo preferito: la musica. Una musica che a volte fa paura (soprattutto se guardata in superficie) e a volte fa tenerezza (se ti soffermi ad analizzare la storia che c’è dietro). Così, ancora una volta, il film non è una semplice fotografia di un’epoca che non c’è più ma è anche la discesa di tre amici verso un vortice che, forse, non si aspettavano.
Così, i tre registi, approfondiscono nella personalità dei membri di Desechables, ce li fanno conoscere e ce li consegnano tali e quali. Noi, il pubblico, non possiamo fare altro che accoglierli con stima, ammirazione e, perchè no, anche un pò di invidia.

Forse non raggiunge l’eccellenza dell’esordio alla regia di Arasanz e qualche momento con narratore in off è di troppo, ma è comunque uno spettacolare viaggio attraverso la luce e le ombre dei mitici Desechables.
Amanti del rock, amanti del cinema, amanti delle storie straordinarie, amanti della provocazione fatta arte vi presentiamo “El Peor Dios”, una spaventosa e allo stesso tempo affascinante avventura di sesso, droga e rock’n’roll.
Montes, Arasanz, Tarela: grazie mille anime dell’inferno!

Voto Churitza: 9/10

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Un cementerio y el blanco y el negro. Dos hombres, una mujer y unos cuantos kilos de droga. Ruido, sobre todo, un montón de ruido, un ruido infernal, oscuro y sucio. La banda de rock más primitiva, provocativa y terrorífica de los años 80 en España tiene, por fin, el merecido reconocimiento. La película “El Peor Dios” de Alex Montes, Daniel Arasanz y Nicolás Tarela se ha estrenado en el último Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona y, como no podía ser de otra manera, ha tenido un gran éxito.
Y pensar que ese día, a esa hora, se jugaba “El Clásico” en la misma ciudad.

El documental cuenta la historia de tres chicos que se conocen en Vallirana, un pequeño pueblo de veraneo catalán, a principios de los años 80. Pei, Miguel y Tere tienen mucho en común, se pasan el día hablando de música (Joy Division, The Cramps, Iggy Pop … ) y se lo pasan bien juntos.
Por diversión empiezan a tocar juntos: Pei a la batería, Miguel a la guitarra y la guapísima Tere, su cuerpo sirve para provocar y agitar, como cantante (o aulladora, como usted prefiera). Así empieza la aventura que los llevará a vivir, en su propia piel, el sudor infame del rock and roll, el polvo y la sangre, el dolor del sonido y la tortura de la calle. El punk como una forma de vida y la provocación por bandera.

Daniel Arasanz vuelve, el también, al polvo del rock, vuelve a bajar por las cuevas de la droga y la perversión. No tiene miedo y llega hasta el final, demostrando, una vez más, su enorme talento como director y guionista. Famoso por su brilante y poderoso debut “Venid a las cloacas”, donde nos explicaba la formidable historia de la Banda Trapera del Río (icono punk de la Barcelona de extrarradio) y con el que ganó el Premio Nacional al Mejor Documental y el Premio del Público en el mismo Festival del 2010, regresa a su mundo favorito: la música. Una música que a veces da miedo (sobre todo en superficie) y, a veces ternura (si te pones a analizar la historia que siempre hay detrás). Así , una vez más, la película no es sólo una fotografía de una época que ya no existe, sino también el descenso de tres amigos hacia las tinieblas que, tal vez, ni ellos esperaban.
Los tres directores profundizan en la personalidad de los miembros de Desechables y nos los ofrecen tal y como son. Nosotros, el público, no podemos hacer otra cosa que acojerlos con cariño, admiración e incluso con una pizca de envidia.

Tal vez no alcanza el nivel de excelencia del debut como director de Arasanz y algunos momentos de voz en off resultan poco acertados, pero sigue siendo un viaje espectacular a través de la luz y las sombras de los legendarios Desechables.
Amantes del rock, amantes del cine, amantes de las historias extraordinarias, amantes de la provocación hecha arte os presentamos “El Peor Dios”, una aventura fascinante y al mismo tiempo aterradora de sexo, drogas y rock’n’roll.
Montes, Arasanz, Tarela: muchas gracias, almas del infierno!

Voto Churitza: 9/10

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2 risposte a El Peor Dios. Le tenebre, la gioia e la sfortuna.

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