Mud. Jeff Nichols continua a meravigliare.

mud_2230565bIl fiume e il fango, la sabbia e la terra. Arkansas e l’angolo più lontano del mondo. Motel e fabbriche abbandonate, il fiume e il fango. “Mud”, l’ultimo film del nostro amato Jeff Nichols, è un sincero inno all’amicizia e al cinema, una franca raccolta di immagini ed emozioni che sorprendono senza pausa. Di solito c’è la casa sull’albero, questa volta, sull’albero, c’è una nave azzurra.

Ellis e Neckbone, bravissimi i due sconosciuti Tye Sheridan e Jacob Lofland, sono amici per la pelle. Entrambi vivono nella zona fluviale dell’Arkansas dove tutto ha un colore marrone, dove l’acqua e il cielo hanno il colore del fango. Tra boschi pieni di ragni, serpenti e navi abbandonate passano le ore esplorando senza sosta. Ellis aiuta il padre a consegnare il pesce in città e Neckbone aiuta allo zio a pescare ostriche e qualche perla. Quando, di colpo, trovano la nave sull’albero, conoscono anche Mud, un misterioso vagabondo che aspetta la sua amata.
Così ha inizio l’avventura che li farà crescere e scoprire cos’è la vita, l’amore e l’amicizia.

Matthew McConaughey, a questo punto, non è più una sorpresa ma una vera e propria certezza. Dopo sorprenderci con lavori potenti e profondi come nel “Killer Joe” di William Friedkin o nel “Bernie” di Richard Linklater, torna a fare un lavoro magistrale agli ordini di Nichols. Un pò redneck, un pò tough guy e anche un pò naif, così si presenta il personaggio che da nome al film e forma alla localizzazione. Fango e crescita.

Il film scorre lento ma allo stesso tempo potente, un pò come il fiume che fa da sottofondo, senza sosta e con energia. I personaggi secondari sono spettacolari e non manca l’apparizione di Michael Shannon (che negli altri due film giocava da titolare). Così, dopo “Shotgun Stories” e “Take Shelter” Jeff Nichols torna nell’America profonda per trovare il nocciolo della vita, i motivi dei sentimenti, crescere attraverso le decisioni di altri per capire che il destino non è sempre nelle tue mani ma che, se vuoi, tutto può avere una luce diversa. Quella, la luce, la scegli tu.

“Mud” è la maturità del regista fatta film, il fiume e il fango che lo rinfrescano e lo sporcano; una grande riflessione sul perchè delle cose contenuta in un involucro che meraviglia.

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