Utopia. Il complotto ha un bel colore.

utopiaUna strana coppia gira per le strade britanniche alla ricerca di Jessica Hyde. Cerca risposte che nessuno sa dare e quando quel qualcuno non risponde correttamente viene premiato con un violento invito ad oltrepassare.
La serie TV dell’anno si chiama “Utopia”, viene dall’Inghilterra e ha tutti gli ingredienti per il successo. Paranoie cospirative, sicari eclettici, ministri doppiogiochisti, il Sacro Graal sotto forma di fumetto e tanto altro.

I 6 capitoli che conformano questa spettacolare serie TV ci raccontano la storia di un gruppo di assidui ad un forum di internet (sul quasi mitologico fumetto Utopia) che, senza desiderarlo, si vedono immersi in una paranoica storia senza limiti.
Il ritmo dei capitoli è bestiale, ogni 5 minuti accade qualcosa di nuovo e le sorprese sono sempre pronte a lasciarti con la bocca aperta. Prendendo spunto dal meglio del mondo del fumetto e delle leggende urbane il creatore Dennis Kelly crea un cocktail corrosivo pieno di violenza, emozioni forti e tanto, tanto colore.
Esatto, se c’è qualcosa che rende diversa questa serie da tante altre dello stesso genere è sicuramente lo stile estetico così personale.
Con un uso del colore quasi esagerato (i gialli e i verdi sono un vero regalo per i nostri occhi) e una fotografia innovativa crea un mondo unico e iconico all’istante. Un telefilm dall’aria cyberpunk e vintage allo stesso tempo, dove James Bond non si sentirebbe a suo agio ma dove, forse, una sua versione più “fumettista” si divertirebbe tra inseguimenti, lotte corpo a corpo e complotti nell’ombra.

“Utopia” ha centrato il bersaglio e offre quello che lo spettatore vuole: adrenalina a go go, agghiaccianti scene di violenza, personaggi unici e profondi e l’apparizione di una scellerata casa farmaceutica.
Pare che dopo l’agghiacciante e quasi perfetta “Black Mirror” la TV che viene dalla Gran Bretagna abbia di nuovo creato un prodotto per gli annali della televisione.

Vero che dal mio punto di vista una seconda stagione non servirebbe, ma le leggi del mercato lo hanno voluto. La storia ha un finale aperto, ok, ma è anche una storia talmente rocambolesca che risulta quasi impossibile scegliere un finale tra i mille possibili.
Sperando nel buon criterio degli sceneggiatori aspetteremo con voglia la seconda stagione. Intanto, tu, spettatore sciagurato che non l’hai ancora vista, fallo al più presto, vedrai come ti piacerà.

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