Tomboy. Un’estate per crescere.

TomboyL’estate è appena iniziata e il sole è alto nel cielo azzurro francese. In un tranquillo quartiere parigino i bambini approfittano le lunghe giornate estive per giocare nei giardini dei palazzoni. Michael, di 10 anni, si presenta al gruppetto di amici come il nuovo vicino, il fattore novità e inizia, così, l’estate per tutti.
Il “problema” è che Michael si chiama Laure e in realtà è una bambina, una bambina che vuole essere un maschio.

Ecco il punto di partenza dell’ultimo film di Céline Sciamma che già piacque al suo debutto con “Naissance des Pieuvres”. La regista ci spiega qui una storia poche volte raccontata nel cinema, la storia di come crescere, di come auto affermarsi nel mondo e di come affrontare situazioni difficili come quella della transessualità; soprattutto quando la protagonista è una timida bambina di 10 anni.
Laure, che vive con i genitori e la sorellina di 6 anni, è buona ed educata, vuole bene ai suoi genitori e adora giocare con sua sorella piccola ma si sente, inevitabilmente, un bambino e quest’estate che vedremo vivrà due vite parallele. Michael per gli amici del giardino e Laure dentro casa.
Vedremo, in questo modo, svariate situazioni imbarazzanti che dovrà superare e sapremo come reagiranno al grande segreto gli altri bambini e i genitori.

Un film bellissimo e delicato, dove tutto ci viene spiegato con semplici gesti, sguardi e preziose inquadrature. Zoé Héran è la bambina protagonista e il suo lavoro è semplicemente magnifico. L’uso del linguaggio non verbale e quegli occhi così vivi ci trasmettono tutta l’insicurezza e la voglia di esplorare il proprio essere della piccola Laure. Emotivo, tenero e piacevole come il sole che si infiltra tra le foglie verdi degli alberi del giardino, la pellicola è un vero e proprio gioiello che ha vinto in innumerevoli festival cinematografici.

Senza usare musica ne inutili scene direttamente emotive il film scorre piacevole come l’estate che vivono i bambini e pian piano ci fa conoscere più aspetti di Laure per, senza accorgersi, arrivare ad empatizzare con lei in un sorprendente modo.

Direi di obbligata visione, “Tomboy” è un piccolo, delicato e tenero film sugli insondabili misteri dell’infanzia e la crescita.

Voto Churitza: 7/10

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