Venga Monjas. La vittoria dell’assurdo.

Venga MonjasQuest’epoca che viviamo è principalmente strana. Viviamo immersi in un continuo loop di distruzione di paradigmi fino ad oggi solidi come la roccia. Non ci sono i famosi “valori di una volta”che come Ercole reggeva massiccio il nostro mondo e le nostre convinzioni. A cominciare dallo Stato, quell’essere forte, muscoloso e convinto che ci accarezzava quando stavamo male e ci bacchettava con qualche multa o qualche coda all’USL. Ora, quell’omone che era lo Stato è un viscido emarginato sociopatico, pervertito e assolutamente pericoloso, in preda ad un estremo malore, in continua crisi nervosa, con la pelle gialla e la lingua viola. Una merda. Grossa come un pianoforte.

Ed è proprio in quest’epoca che le menti più privilegiate si deprimono e quelle ciniche prendono il volo. I geni piangono sconsolati e scappano dalla penisola iberica vittima di un governo che banalizza Adolf Hitler, ringrazia Margaret Thatcher e ci tratta come bambini a cui scappa la pipì.
E così, nel più totale dei nichilismi, l’uomo comune è costretto ad “andare avanti”, a “rimboccarsi le maniche” e a fare “qualche piccolo sforzo” per niente, per assolutamente niente. Nessuno lo ringrazierà, ma sapete una cosa? Quello stesso uomo ha il privilegio di dire che vive nella città dove la creazione e l’evoluzione dell’umorismo ha preso forme cosmiche, storiche e geniali grazie a due superdotati che si fanno chiamare Venga Monjas.

Figli dell’opulenza del benessere e delle lettere a Babbo Natale i due giovani catalani stanno scrivendo la storia dell’entertainment underground di questo paese. E così, con l’assurdo come arma principale, aprono il sipario e ci regalano decine di video che sono piccole opere d’arte, storie non-sense che pizzicano il nostro cervello e incredibili musical sul Corte Inglès. Il loro stile inconfondibile, con un linguaggio ricchissimo di parole inventate, va dal cabaret al dogma, dalla scatologia alle idee più delicate e impossibili.

Chi non ha giocato con il suo migliore amico a dire cazzate per ore e ore, a immaginarsi situazioni surreali e impossibili, a inventare personaggi strani, schifosi e ripugnanti, a ridere con parole inventate. Ecco cosa fanno i Venga Monjas ed ecco chi sono i Venga Monjas, due amici che hanno fatto dell’umorismo assurdo di nicchia un’esperienza quasi artistica. Aiutati molte volte dal geniale Miguel Noguera (a lui dedicheremo il prossimo post) questa strampalata coppia ti permette guardare il mondo con altri occhi.
Caro lettore, abbraccia forte il nichilismo, tuffati di testa nel teatro del post-umore e lascia perdere la crisi dei valori e i paradisi fiscali. Non esistono. Niente esiste. Sicuramente nemmeno i Venga Monjas esistono.
Quindi, a te la parola, premi play nei video di Esteban e Xavi ed entra in una nuova fase. La fase dell’assurdo.

Ecco il loro blog: Venga Monjas.

Esta época en la que vivimos es fundamentalmente extraña. Estamos inmersos en un bucle continuo de destrucción de paradigmas sólidos hasta ahora. Ya no están los famosos “valores del pasado” que, como Hércules, aguantaba fuerte nuestro mundo y nuestras creencias. Empezando por el Estado, ese ser fuerte, musculoso y decidido que nos acariciaba cuando estábamos enfermos y nos daba alguna colleja con multas o colas esperando al médico. Ahora, este gran hombre que fue el Estado es un sociópata resbaladizo, marginado, pervertido y absolutamente peligroso, presa de una enfermedad extrema, en constante estado de desintegración nerviosa, con la piel amarilla y la lengua morada. Una Mierda. Una mierda del tamaño de un piano.

Es en este período que las mentes más privilegiadas se deprimen y los cínicos toman el vuelo. A muchos genios no les queda que llorar desconsoladamente y huir de la Península Ibérica víctima de un gobierno que trivializa Adolf Hitler, da las gracias a Margaret Thatcher y nos trata como a niños que se estan meando.
Y así, en lo màs absoluto de los nihilismos, el hombre común se ve obligado a “seguir adelante” a “arremangarse” y hacer “un esfuerzo” para nada, absolutamente nada. Nadie se lo agradecerá, pero ¿sabes qué? Ese mismo hombre tiene el privilegio de poder decir que vive en la ciudad donde la creación y la evolución del humor ha cogido formas cósmicas, históricas y brillantes con dos superdotados (que de momento no huyen de la peninsula) que se hacen llamar Venga Monjas.

Hijos de la opulencia y de las cartas a Santa Claus, los dos jóvenes catalanes están escribiendo la historia del entertainment underground de este país. Y así, con el absurdo como arma principal, suben el telòn y nos regalan decenas de vídeos que son obras de arte, historias sin sentido que pellizcan nuestro cerebro y algùn que otro musical sobre el Corte Inglés.
Su estilo único, con un lenguaje rico en palabras inventadas y gestos que dejan huella, va desde el cabaret al dogma, de lo escatológico a las ideas más delicadas e imposibles.

¿Quién no ha jugado con su mejor amigo a decir bobadas durante horas, a crear situaciones surrealistas e imposibles, a inventar personajes extraños, desagradables y repulsivos o a reír con palabras inventadas? Esto es lo que hacen Venga Monjas y esto es lo que son, dos amigos que han hecho del humor absurdo de nicho casi una experiencia artística. Con la apasionante colaboraciòn de Miguel Noguera (a él dedicaremos el próximo post) esta extraña pareja te permite mirar el mundo desde otro punto de vista.
Querido lector, abraza fuerte al nihilismo, tirate de cabeza en el teatro del post-humor y olvidate de la crisis de valores y de los paraísos fiscales. No existen. Nada existe. Seguramente no existen ni los Venga Monjas.
Así que ahora te toca a ti, pulsa el PLAY en los vídeos de Esteban y Xavi y entra en una nueva fase. La fase del absurdo.

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