AD_ //Come uno yogurt//

Come c’era da aspettarselo il sole è calato di nuovo, anche questa sera.
Inizia a fare più caldo (domani prevedono però brutto tempo) ed hanno eletto un nuovo Papa…praticamente “alla seconda”.
Vogliamo divertirci con una storiella…più che altro una barzelletta, qualche riga scanzonata. Ce la racconta un artista simpatico, tanto simpatico che il suo epiteto “Buon” ci sembra veramente azzeccato…anche se, poverino, è finito in prigione…naturalmente fuori dall’ordinario..

Compongo il numero…siete in diretta con il Buon Andrea, direttamente dalla sua cella!

Tum..

TumTum..

La mano fa male. Colpisce il metallo con la parte bassa del pugno chiuso. Sento ridere, oltre il limite della mia cella “ready-made”.

“E’ inutile che ti agiti”, disse Guido. “E’ normale che tu lo faccia, comunque è inutile. Purtroppo, o per fortuna, ci sei finito dentro, difficilmente se ne esce. Se ti può consolare ti posso dire che è una cosa che non capita a tutti. Tutti mangiano, dormono, molti si innamorano, altrettanti pensano di vivere una vita soddisfacente ed un numero maggiore soffre di depressione. Quello che ti è accaduto è capitato anche a me, in fondo non è raro, ma, in ogni caso, è abbastanza particolare e non succede a tutti”.

Guido se ne stava là, in un angolo del frigorifero. Mi fissava, immobile. Naturalmente, nel buio non potevo vederlo distintamente. Una scena che potrebbe benissimo esser trapiantata dall’ “Idiota” di Dostoevskijo da un romanzo di Kafka…assolutamente paradossale.

“Come sono arrivato fin qui?”, chiesi al Nulla.

“E’ semplice,” rispose, “Sei uscito di casa, nudo, e sei entrato nella quinta porta a sinistra. In quel momento ti sei trovato di fronte due bei ragazzoni abbastanza incazzati con te. Sinceramente non so cosa possa tu avergli fatto e perchè. Insomma, va bene discutere o avere delle divergenze di opinioni, ma credo che farsi infilare dentro un frigorifero non è una cosa da tutti i giorni…per giunta nudi.”.

In effetti non capivo il perché non avessi dei vestiti addosso. Non mi ero preoccupato di metterli, mi era completamente passato di testa. Nella mia mente c’era solo ed esclusivamente il frigorifero. I due miei carcerieri non credo di averli nemmeno mai visti.

“Senti”, disse Guido, “tu lo sai perché sei qui… Questo è quello che conta. Non importa il perché. Sei non ci fossero stati loro ci saresti comunque finito lo stesso qui dentro. Lo capisci?? Loro sono stati generati da una tua volontà. Sei tu che hai voluto che tutto questo avvenisse in questo modo. Questo perché hai una testa complicata, non riesci ad essere “lineare”. Certe volte penso che tu sia un po’ strambo. In ogni caso l’importante è che ora tu sia qui con me e che gli altri possano vedere il modo in cui ci sei arrivato”.

Continuavo a non capire.

Ci riprovo.

Un altro colpo sul metallo, la porta è bloccata.

Andrea Contin è un artista italiano, scultore ed insegnante. Nella performance proposta è lui il protagonista rinchiuso nella cella-frigorifero. Ultima tappa (?) (fin’ora) del concetto di ready-made..

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