Cesare Deve Morire. La master class dei fratelli Taviani.

Cesare Deve MorireL’ultimo film dei fratelli Taviani è stato uno dei più lodati dello scorso 2012. Vincitore di ben 5 David di Donatello e dell’Orso d’Oro come miglior film del Berlinale, questa particolare visione del “Giulio Cesare” di William Shakespeare è il risultato (e che bel risultato) di un geniale esperimento/esperienza portato a termine nel carcere di massima sicurezza di Rebibbia.

I due veterani registi e scrittori che lasciarono il segno con film come “Padre Padrone” e “La Notte di San Lorenzo”, tornano a sorprendere con una proposta originale, unica e azzardata. A cavallo tra il documentario, il cinéma vérité e l’adattamento cinematografico di un’opera teatrale, il film è un impressionante esercizio di come fare e creare storie usando il metalinguaggio artistico.

La proposta iniziale è molto semplice ed è quella di seguire un gruppo di carcerati reali durante la preparazione della messa in scena del “Giulio Cesare”.
A priori non dovrebbero esserci sorprese: qualche storia drammatica del carcere, la redenzione attraverso l’arte e le difficoltà e il divertimento che compongono il lavoro teatrale. Scordatevi di questi topici approcci, gli ottantenni Taviani hanno ben altre aspirazioni.

E così sorprende, soprattutto sorprende. Ai registi non interessa il dramma personale e si centrano nel lavoro dell’interpretazione e nel processo creativo di un’opera teatrale. Quasi magicamente (o forse perchè sanno fare il loro lavoro) senza spiegarci niente di ognuno dei detenuti che interviene, solo attraverso la storia di Giulio Cesare, ci vediamo sommersi nei meandri delle tormentate vite dei reclusi, arriviamo fino in fondo senza mai direttamente entrarci. Non a caso la scelta di quest’opera in particolare, dove si parla di omicidi, tradimenti, uomini d’onore, perdono e libertà.
I protagonisti recitano i versi di Shakespeare usando ognuno il proprio dialetto dando così un’ulteriore ottica diversa e con un elegante uso del bianco e nero e dei primi piani, il film scorre veloce verso una fine terribile e scontata.
L’arte come oggetto effimero per eccellenza. Un pò a spiegarci che serve a tutto e non serve a niente. I reclusi ci lasciano la pelle e ci emozionano e allo stesso tempo si scordano e noi ci dimentichiamo.
E così, il film, serve anche per riflettere; uno studio di campo sul cinema e sull’impatto dell’arte sullo spettatore e indirettamente sul creatore.

Un film bellissimo che va oltre ogni cosa e dimostra che in Italia, ogni tanto, ci ricordiamo di fare cinema. Cinema vero.

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2 risposte a Cesare Deve Morire. La master class dei fratelli Taviani.

  1. Fierabrás Pérez ha detto:

    He visto “Cesare deve morire” y creo que esta reseña es certera en su valoración. Así como el Marqués de Sade quiso ver representados sus dramas por los asilados del Hospicio de Charenton, los Taviani han querido recrear la tragedia de Shakespeare contando con unos reclusos que entregan su talento de “aficionados”, y al mismo tiempo recrean su propio drama personal, con sincera pasión.
    ¡Salud!
    Fierabrás Pérez

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