Cosmopolis. L’odissea del capitale.

CosmopolisUltimamente avete sentito parlare di crisi? Forse, qualche centinaio di volte al secondo, vero?
E così, per non essere meno, anche David Cronenberg, il canadese più famoso del cinema, ha voluto dire la sua su questo appassionante e ormai stancante tema. Il capitalismo, la crisi dei valori, la dittatura dei mercati, la religione dell’economia. Tutto questo nel film Cosmopolis.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo dell’italo-americano Don DeLillo, pubblicato nel 2003, che in una certa maniera prevedeva la crisi mondiale che oggi ci attanaglia. Il libro, che come in una sorta di Ulisse di Joyce, ci descrive, nel trascorrere di una giornata, le vicissitudini del multimiliardario imprenditore Eric Packer è una metaforica odissea del capitale e del mondo occidentale. Cronenberg rimane fedele al romanzo e con un ritmo pausato e un tempo lineare e allo stesso tempo caotico ci racconta questa fantastica odissea del capitalismo.

Un bravo Robert Pattinson è il protagonista assoluto, lui e la sua limousine. Attraverso gli incontri con personaggi variopinti dalla forte carica simbolica il film viaggia in una specie di anti epopea allegorica. Troviamo lo snobismo dell’intellettualità pseudoartistica nel personaggio della moglie, la filosofia da salotto del mondo dell’economia globale, la forza armata della legge del momento nel bodyguard dell’imprenditore, l’impotenza paranoica del cittadino immerso a sua insaputa nel libero mercato e nel capitalismo più cannibale personificato nel personaggio di Paul Giamatti.

Insomma, un film dalle molteplici sfumature che prova, con tutte le sue forze, a raccontarci una storia epica, un’odissea (o anti odissea), la fine del capitalismo e la crisi dei valori. Un mondo pervertito dall’avidità e dal terrorismo economico. Il messaggio è quindi chiaro. Il risultato di tutto è forse meno riuscito. Risulta lento, a tratti veramente noioso e leggermente pedante.
Un film che non è piaciuto a molti spettatori e che non è riuscito a trasmettere quell’emozione e tensione che aiuterebbero a una visione più piacevole.

Un buon lavoro da parte di Cronenberg che è una profonda e bella riflessione sul mondo in cui viviamo. Come film, però, non arriva diretto ai nostri cuori.

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