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Una sera di pausa….riprendiamo a  divertirci un po’, storpiando qualche storia (vera) per vedere dove si arriva. Non parleremo né di squadre di calcio né di (eventuali) affascinanti ragazze del capoluogo toscano.

Parliamo di un artista uomo, inglese, italiano di adozione. Uno che conosce bene le mucche, le moke da caffè, l’anatomia umana e le sedie da disabili……le conosce perché le fa, anzi le ri-fa. Non voglio aggiungere altro……………………………

1990 (attorno al)_mad cow disease

Mcd è la sigla inglese che indica la malattia che tutti conosciamo come “mucca pazza”. Una di quelle tante storie che conosciamo più o meno bene ma che, in ogni caso, ci sono entrate prepotentemente in casa (a qualche sfortunato anche in bocca). La Mcd come reazione prima (non a livello fisiologico, ma a livello agroalimentare) ha portato alla soppressione di migliaia di capi di bestiame. Il Regno Unito, luogo dove il morbo ha visto i natali, ha avuto anche il triste primato di casi riscontrati. Le bestie, comunque per le maggior parte già destinate al macello, vennero tutte  sterminate.

1998_Dove sono finite le mucche??!

E’ un pomeriggio del 98’ quando Chris Gilmur si trova con sua zia a bere del thè. La povera donna era molto preoccupata, non tanto per la gente che moriva di quella malattia (che poteva aver contagiato anche lei), quanto per il fatto che la campagna inglese non fosse più “come prima”…Di mucche, oramai, nemmeno l’ombra ed il paesaggio ne “risentiva terribilmente”. Il pittoresco era compromesso e sembrava ci fosse un sacco di gente che la pensasse a quel modo.

Era opinione comune: la brughiera non era più la stessa.

Il triste paesaggio inglese

1998_(poco dopo) soluzione

La nostra Idea fu quella di diffondere la notizia per la quale una fantomatica ditta, per RIPRISTINARE, il pittoresco paesaggio inglese, offriva mucche prodotte in cartone per rimpiazzare le mucche vere”.

La burla ebbe molta risonanza (molti credettero veramente alla storia e si chiedevano il perché il Governo non le facesse di plastica!), anche da parte della stampa straniera. Intanto la mucca di cartone era finita e non era per niente male….Come lo stesso Gilmur afferma il tutto era, in ogni caso, ancora una bufala priva di intenti artistici…..e poi?

Poi partì la sfida. Una mucca di cartone non inquina, non mangia e non beve….alla fine è vero, non ci fai mica tanto, ma il paesaggio era quel che era e la gente impazziva più delle mucche.

Ora le colline inglesi sono piene di mucche. Naturalmente di plastica…………………………

Gilmour, The trioumph of Good and Evil, 2002, cartone e colla
Chris Gilmour, cartboards,cartone e colla
Chris Gilmour, Cow, 1998, Cartone e colla

 

Il nuovo paesaggio inglese

PS (oltre l’Invenzione): C.G. continuò (e continua tutt’ora) a produrre fantastiche “sculture” in cartone. Sono immagini che ci raccontano la vita di tutti i giorni (chi non ha mai usato una moka?!) oppure che ci portano ai nomi dei grandi scultori del passato o della cultura POP in generale. Non usa lettere o pagine bianche……”only cartone e colla”.

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Immersi nella cultura pop sin dal primo giorno di vita, Azione Culturale siamo noi.
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