A.C.A.B. Attenti a quei tre.

“Celerino figlio di puttana! Celerino figlio di puttana!” . Con questo coro da stadio cantato da un misterioso motorista nella solitaria notte romana ha inizio questa opera prima sul mondo della brigata mobile della Città Eterna, delle sue miserie e dei suoi problemi.
Ed ecco che a modo di prologo Tarantiniano il regista presenta i tre protagonisti della storia, risaltandone in una sola scena tutti i loro peggiori difetti.

“A.C.A.B”(ricordare che è l’acronimo di All Cops Are Bastards, modo dispregiativo per riferirsi ai poliziotti, usato soprattutto nel mondo ultrà) è un film strano nella storia del cinema italiano, atipico e per questo molto interessante. L’idea di base, ovvero mettere nero su bianco i vizi e le virtù di un corpo della Polizia molte volte questionato, è evidentemente eccellente. Il problema arriva quando cade nel più totale dei manicheismi, disegnando i poliziotti come belve inumane, fascisti anacronici, razzisti, corrotti e quindi, assolutamente miserabili e altrettanto odiosi.
Forse la cosa migliore da fare e non prenderselo sul serio (difficile da fare quando, costantemente, si fa accenno a fatti storici recenti come le morti dell’ultrà Sandri e del poliziotto Raciti o il vergognoso scenario della scuola Diaz di Genova) e prenderselo come un film sulla mafia o sul crimine organizzato, pieno di azione, passione viscerale e scene di alta tensione.
Non mi accuseranno di essere un fervente ammiratore dello Stato e del suo corpo di Polizia, ma mi rifiuto a credere che sia una realtà corrotta e marcia a questi livelli. O forse sono io l’ingenuo.

Nonostante questo, la parte tecnica del film è eccellente. La regia di Stefano Sollima (autore anche della potente serie TV “Romanzo Criminale”) è vibrante al punto giusto, padroneggia le scene di azione come quelle più riflessive, serva da esempio il finale dove la tensione muta e la sensazione di pericolo imminente si possono quasi toccare. Il cast, capitaneggiato dal sempre solido Pierfrancesco Favino, è quello giusto e tanto la fotografia come la scelta musicale (con canzoni che vanno dai Pixies ai Joy Division) sono di primo livello.

Non prendetevelo troppo sul serio ma godetevelo come pochi.

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