Racconto VI (La domenica del Diavolo sporco)

Il sesto Racconto made in Churitza ci porta sotto terra, dove il caldo regna sovrano e le fiamme si mangiano le anime più peccatrici. Il Diavolo si prepara al gesto fatale, stanco della sua esistenza vuole lasciare all’umanità la sua verità. Scoprite come, una fredda domenica di novembre, l’inferno rimase ammutolito.

Novembre 2008, gli Inferi.

La cenere sul viso. Le unghie arrugginite. La pelle abbrustolita risalta le rughe di una eterna esistenza. Seduto sulla sua scrivania si prepara a scrivere le sue ultime parole, non ce la fa più a vivere in questo inferno. Vuole dire la sua prima di compiere il suo ultimo peccato, il secondo della lista, il primo gli era costato veramente caro.

La mano sinistra scrive senza smettere, vomita parole sul papiro freddo. Intanto suda, intanto piange. Il sudore della sua pelle si unisce alle lacrime dei suoi occhi; l’agrodolce tristezza di un povero Diavolo. Allora le gocce di questo infernale miscuglio cadono proprio sulle fredde parole e non riesce a smettere. Non riesce a smettere né di scrivere, né di piangere e sudare. Un circolo vizioso che dura da mesi lí, a 1000 metri sotto terra:  scrivere, piangere e non riuscire a terminare la sua ultima lettera.

E allora le parole diventano pensieri, i pensieri diventano lacrime e sudore, la sua eterna vita, che fra poche ore sarà soltanto cenere al vento, svanisce nella voglia di rimanere.
Lo Sporco continua, mentre scrive urla le parole, mentre urla le sue lacrime aumentano e il suo sudore sgorga da tutti gli angoli di quel corpo tradito e traditore. Si scioglie in una smorfia di dolore, rabbia, impotenza e tristezza.
E scrive, scrive, scrive.
Ma tutto svanisce, parole invisibili dal sapore agrodolce, fiamme rosse che interpretano il canto del cigno, un requiem per un sogno, una vita eterna al servizio della morte. Povero Diavolo sporco. Le anime continuano a scontare le loro colpe mentre il loro Padrone, ancora seduto alla sua scrivania, chiude gli occhi, li chiude con forza. Le mani sulle corna stringono forte e i denti sbattono tra di loro. Tutto comincia a tremare, la lettera non è finita, nessuno la leggerá. I segreti di Lucifero rimarranno tali, per sempre.  Cosa pensava della sua antica casa? Cosa pensava del suo antico Padrone? Era pentito o fiero? Era sporco dentro tanto come fuori? Voleva vedere il mare e sentire il sale? La neve tra le mani e la sabbia tra i denti? Ascoltare Tchaikovsky e Morrison? La veritá rimane lí, sotto terra, tra fiamme, fango e cenere. Sporca veritá.

Tutto trema, sempre piú forte; le anime, di tutti i gironi, smettono di lavorare e soffrire e si fermano per un solo istante che pare infinito. Di colpo il Signore delle Mosche sbarra gli occhi, un bianco celeste fuoriesce dalle sue pupille e luce fu.
Bianco, giallo, azzurro. S’illumina la stanza. La cenere comincia a volteggiare. La luce celestiale si diffonde per tutto l’Inferno e poi, svanisce come per incanto.
Addio Diavolo scarlatta, addio demonio dalla pelle lercia.

L’anarchia di un regno ha inizio in questa fredda domenica di Novembre.

L’ultima domenica di un Diavolo sporco.

Annunci

Informazioni su Churitza

Immersi nella cultura pop sin dal primo giorno di vita, Azione Culturale siamo noi.
Questa voce è stata pubblicata in Racconti Brevi e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...