Racconto V (Il Nobile)

Di nuovo un racconto made in L’Infinito. In questo quinto racconto conosciamo la storia di un pirata dall’aria beat, un corsaro maledetto con una storia terribile e poche speranze nel futuro. Rum, sale e bestemmie per tutti voi; Il Nobile vi aspetta a bordo.

Si gonfia la vela e il mare urla. Bestemmie dal profumo di rum, il capitano si è svegliato. Lo sguardo fisso sulla foschia; le sue grida a squarciagola svegliano persino le onde. Una nuova tempesta per cominciare il giorno.

Il suo nome è Dean Moriarty, un tempo conosciuto come il Nobile, oggi non è neanche l’ombra di ciò che era. Una volta era il pirata più temuto, conosciuto e rispettato dei sette mari, una vera leggenda. Ora è un ubriacone che ogni mattina impreca Dio, fa innervosire il mare e scatena tempeste quotidiane.

Dean “Cuore di Rum” Moriarty, come è chiamato oggi giorno, è in piedi sulla poppa della King Kerouac, la famosa “doppiaK”, sulla mano destra tiene ben salda la sua bottiglia di rum, la mano sinistra è come sempre coperta.

Una cicatrice lunga il dorso della mano non gli fa dimenticare l’orrore passato e ,per questo, il capitano non fa altro che coprirsela, oggi una fasciatura, domani un guanto e dopodomani le tasche. Segno indelebile del corso della vita, promemoria doloroso di un cambio inatteso e traumatico.

La sua siluetta non è più possente e arrogante come un tempo, il suo cappotto e i suoi stivali non splendono più al chiaro di luna e ora, in mezzo a una fitta nebbia, si scatena come un condannato, sputando alcol e gridando contro Dio e chissà chi altro.

Ogni mattina uguale, fino a che le corde vocali non si stancano e rimane senza voce, allora continua per inerzia per almeno altri 10 minuti, dimenandosi, muovendo braccia e gambe come un ragno sulla tela, scagliando parole mute all’oceano.

Ha vissuto più di chiunque altro, ha affrontato migliaia di avventure, battaglie e rivoluzioni per il solo gusto all’azione e all’adrenalina. Ha combattuto al fianco dei Luterani, spalla a spalla con il capitano Gert “Dal Pozzo”; ha assaporato il gustoso sapore della libertà viaggiando durante mesi insieme al comandante Corto Maltese; ha visto cadere re, tiranni e dittatori; si è divertito tutta la vita, ma a volte la vita non ti ama come la ami tu e l’amore non viene più corrisposto. Uno scherzo del destino, il fato gira come il vento e si torce contro di te, senza nessuna pietà, senza nessun rimorso. E ti ritrovi su una nave a capo di una ciurma di lunatici energumeni e allora urli, urli e poi, urli ancora.

Succede spesso che nel mezzo della notte si svegli ancora, pozzanghera di sudore e gocce di rum, gridando il suo nome: “Isabelle!!” ; con gli occhi sbarrati, dipinti di bianco e una smorfia di dolore che copre il volto.
Gli incubi sono solo i ricordi che di giorno puó dimenticare con il rum e che di notte, mentre dorme, gli bussano alla porta del cervello e senza chiedere permesso entrano con grande frastuono.
In forma di flash, le immagini di quella sera si ripropongono nella sua memoria. La sua mano aggrappandosi a quella di Dean con una forza innaturale, mettendocela tutta per non scivolare, per non volare ed atterrare sulla pietra lisciata dal mare. I suoi occhi, soprattutto i suoi occhi. Quelli se li ricorda; non urlava, non proferiva parole. Ammutolita i suoi occhi erano la sua bocca, le sue pupille la gola aperta chiedendo aiuto.
E poi, la sua mano scivolare via, con le unghie aggrapparsi al Nobile per lasciare il marchio del ricordo sulla sua mano prima di dire definitivamente addio. Il volo non duró nulla, ma per Dean il tempo si fermó quella sera.
Cominció la sua condanna, una condanna ingiusta senza fine.

La nave va, la ciurma si ubriaca e il capitano urla.

È di nuovo notte, la luna è rosa e si rispecchia nel mare. La barba del Nobile è inzuppata di alcol, sale e sole.

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