The Artist. Il coraggio non basta.

Fine anni 20, Hollywoodland, la star più grande del cinema muto è un francese dal naso enorme e quando lui è sullo schermo la gente non può fare a meno che applaudire.
Questo è il punto d’inizio (e di arrivo?) dell’originalissimo film The Artist del francese Michel Hazanavicius.

Jean Dujardin, spettacolare il suo lavoro, interpreta George Valentin, la star più grande del cinema, alle prese con la fine del cinema muto e l’inizio del sonoro. L’idea di base è potenzialmente una vera bomba, purtroppo il nostro amico Hazanavicius non riesce a completare un film che sarebbe stato assolutamente perfetto come cortometraggio.
L’inizio e la fine del film sono un portento di tecnica narrativa e forza emotiva, peccato che l’ora che rimane tra il prologo e l’epilogo sia disperatamente vuota. Se poi la parte femminile (una discutibile Berenice Bejo) ti fa innervosire oltre a punti insospettati, abbiamo un problema.
A favore del regista bisogna dire che fare un film muto nel 2011 sia una mossa al quanto azzardata e quindi assolutamente lodevole, però, come detto prima, il risultato finale risulta scialbo.
Tra i punti forti del film, oltre al già citato Jean Dujardin, troviamo un piccolo cane dalle sorprendenti capacità interpretative e la musica di Ludovic Bource, un vera e propria opera d’arte che vede partecipare nella sua orchestrazione anche al catalano Albert Guinovart.

Un film coraggioso e originale che però rimane a metà strada di tutto. Los de la Bici ve lo consiglia? sinceramente, no.

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5 risposte a The Artist. Il coraggio non basta.

  1. laura ha detto:

    Perfettamente d’accordo. Ho notato anche tanto autocompiacimento per aver messo su un’opera così originale, che secondo me è per certi versi un esercizio calligrafico.
    D’accordo anche riguardo il cagnetto Uggy. Lo sapete che a Cannes è stato insignito del Palm Dog Award?

  2. S.c.Gesuele ha detto:

    Caro Dani, andare contro corrente questa volta non funziona, questa volta ti sbagli…

    • Churitza ha detto:

      Veramente non sono propenso ad andare controcorrente ma questa volta non ho potuto fare altro.
      Mi é sembrato un film corretto ma poco “aprovechado”, un esercizio per rendere omaggio a un modo di fare cinema per niente intenso ne emotivo. Tutto qua. E poi, in cosa mi sbaglio esattamente? Al massimo puoi avere una opinione diversa.

  3. S.c.Gesuele ha detto:

    Sapevamo che con questo film non si é inventato niente di nuovo, che la storia era semplice (proprio come quelle del cinema muto), ma a mio parere non é un film poco emotivo, anzi la decadenza del protagonista l’ho trovata al quanto angosciosa e sofferente… Che Berenice Bejo sia ossessiva l’ammetto, ma a me é sembrato un ottimo film.

  4. Pingback: THE VERY BEST OF 2012!! | Los de la Bici

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