Game Over (Parte 2 di 3)

Eccola qua. La seconda parte della mini serie Game Over dove potrete scoprire qualcosa in più sul nostro misterioso protagonista. Ricordi che bruciano come ferite aperte, immagini impossibili da cancellare e l’aria calda della savana.

E gli ritorna in mente la savana.
I leoni, quando lui passava, si nascondevano dietro i rari cespugli di erba secca e le zebre e gli gnu ridevano tra i denti.
Era veloce, mai come i ghepardi, ma era velocissimo, un vero fulmine. A piedi scalzi alzava terra ovunque, i suoi capelli ricci e lunghi sembravano inseguirlo senza esito e, ora, arrampicato su quel baobab, urlava come un animale per poi saltare di nuovo verso il suolo e correre verso il fiumiciattolo.
Gli ritorna in mente che si sentiva potente, si sentiva agile e forte, si sentiva invincibile, il Re, si sentiva vivo.
Il suo ritorno in Europa fu una vera gioia. Assieme a Laurie cominciò la sua nuova vita. Si ricorda ancora di quella casa a Nova Barcelona, i caffè a metà pomeriggio, i dischi di vinile, le birre fresche prima di cena e gli infiniti baci sotto la luna. Avevano comprato poster, arredato casa e annaffiato piantine dalla corta vita.
Di giorno lei era la Regina.
Di notte, il Re, era lui. Tra i tetti della città e le stradine del centro storico correva come nella savana.
Gli ritorna in mente la mascella frantumata di Jimmy O’Toole; l’intestino di Aziz uscirgli dalla bocca; vede ancora volare i denti di Yuri Stakanov; i pezzi di orecchio di Totò Pantaleone; la sensazione di assoluto potere e giustizia che lo governava. I muscoli in tensione e l’adrenalina uscendo dai pori.
Si ricorda e gli tremano le gambe.
Su quel cornicione gli ritorna in mente quando entrando a casa, con un mazzo di rose rosse, alzò il piede e vide la suola rossa di sangue.
Quando poi, in ginocchio, le lacrime non cessavano di nascere e l’esile corpicino di Laurie lasciava partire l’ultimo respiro tra le sue braccia, si ricorda che, in quel momento, morì.

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